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La leishmaniosi: come proteggere il tuo cane

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Quest'articolo è stato aggiornato dalla Dott.ssa Tina Tomazic il giorno: 26 Sep 2021

C’è un killer micidiale che, ogni anno, uccide tanti nostri amici cani, mentre ne costringe tanti altri a continue cure mediche, che devono durare tutta la loro vita.
Un killer invisibile, trasportato da un insetto anch’esso quasi impalpabile.
Ad ogni stagione calda, tra giungo e settembre, la leishmaniosi può attentare la vita dei nostri amati amici a quattro zampe, ed è un pericolo reale che non va assolutamente sottovalutato.
Per scoprire come puoi proteggere il tuo cane dalla leishmaniosi, continua a leggere questa pagina.

Che cos’è la leishmaniosi?

La leishmaniosi è una malattia parassitaria, causata dal Leishmania infantum, un protozoo diffuso in tutta l’area mediterranea che colpisce principalmente i canidi ma, a volte, anche l’essere umano.
La leishmaniosi è un tipico esempio di zoonosi, cioè malattia trasmessa da animale all’uomo.
L’ospite intermedio del parassita della leishmaniosi, ovvero il suo insetto vettore, è il Phlebotomus papatasi, comunemente conosciuto come pappatacio.
Il pappatacio / flebotomo è un insetto volante vagamente simile alla zanzara: come quest’ultima la femmina della specie si nutre di sangue, che preleva per suzione ai mammiferi.

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Il pappatacio, detto anche flebotomo, è un minuscolo artropode dai tratti simili a quelli della zanzara, portatore del parassita Leishmania infantum.
Proprio come le zanzare, le sue larve si schiudono e prolificano nella stagione calda, e per questo è importante proteggere il cane prima dell'inizio dell'estate

Durante il pasto di sangue, il pappatacio inietta nell’ospite i promastigoti del parassita, ovverosia le sue forme immature.
Tali parassiti non ancora completamente sviluppati si fanno ‘mangiare’ dai macrofagi dell’ospite, ossia dai sui globuli bianchi.
Dentro i macrofagi, il parassita quindi si sviluppa ulteriormente, e si tramuta in una forma più completa, chiamata amastigote.
Sempre grazie alla trasmissione per mezzo dei macrofagi, il parassita è quindi libero di infestare tutti i tessuti dell’ospite.

L’infestazione da Leishmania infantum è cronica, e particolarmente grave: allo stato attuale della medicina non è ancora completamente curabile, e per questo è di assoluta importanza provvedere alla prevenzione e alla profilassi.

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La leishmaniosi è presente anche in Italia?

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Purtroppo, sì: molte zone del nostro paese sono infatti considerate endemiche.
Fino a poco tempo fa si pensava che il nord, in particolare il nord-est, fosse quasi del tutto esente dal pericolo della leishmaniosi, ma recenti indagini hanno constatato la presenza di nuovi e diffusi focolai in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

In generale, a livello europeo, il rischio di leishmaniosi è molto alto in tutti i paesi del bacino mediterraneo, come Spagna, Francia, Portogallo ed anche Grecia.
Minore è il rischio dei paesi del centro Europa ma, complice anche il progressivo innalzarsi delle temperature (favorevoli alla proliferazione dei flebotomi), anche zone un tempo considerate sicure sono ora oggetto di indagini ed attenzione epidemiologica.

Quali sono i sintomi dell’infestazione da leishmaniosi nel cane?

Come molte altre patologie causate da un’infestazione parassitaria cronica, anche i primi sintomi della leishmaniosi possono cominciare a manifestarsi alcuni anni dopo la prima infezione.
Questo perché il parassita Leishmania infantum ha un ciclo di vita particolare, mediato dai macrofagi, e la propagazione dell’infestazione può essere anche molto lenta.
Quando il cane comincia a manifestare i primi sintomi, l’infestazione è ormai generalizzata, e solitamente coinvolge svariati organi e tessuti.

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I punti del muso del cane (in celeste) dove le lesioni causate dalla leishmaniosi solitamente sono ben evidenti.
La dermatite cronica, con perdita di pelo a chiazze, sono un campanello d'allarme sui sintomi visibili dell'infestazione del parassita

La gravità e la difficoltà di cura della leishmaniosi è data dal suo quadro sintomatologico molto vario e decisamente complesso, che spesso riguarda vari apparati del cane.
Clinicamente, nella leishmaniosi manifesta si riscontrano i seguenti sintomi:

  1. Lesioni cutanee generalizzate (spesso, vere e proprie ulcerazioni), dermatiti e perdita di pelo a chiazze (alopecia);
  2. Onicogrifosi (crescita abnorme delle unghie, che diventano anche molto spesse e dure);
  3. Ingrossamento dei linfonodi (linfoadenomegalia);
  4. Consistente perdita di peso, anche senza calo dell’appetito;
  5. Episodi di epistassi, ovverosia perdita di sangue dalle narici;
  6. Sofferenza epatica e renale;
  7. Polidipsia e poliuria
  8. Deciso abbattimento del sistema immunitario

Il sintomo più temibile della leishmaniosi del cane, in ogni caso, è… L’assenza di sintomi.
La forma asintomatica infatti è un grosso pericolo e un grande impedimento medico, poiché ostacola la diagnosi tempestiva e l’inizio dei trattamenti.

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Quali sono i pericoli per la salute dei cani affetti da leishmaniosi?

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Il Leishmania infantum, il parassita agente eziologico della leishmaniosi, visto al microscopio

La leishmaniosi è una patologia cronica, difficile da trattare (specie se diagnosticata in ritardo) e, al momento, non completamente curabile.
Ciò vuol dire che il cane, anche se trattato tempestivamente, dovrà convivere col parassita tutta la sua restante vita.
I sintomi poco sopra riportati, tutti utili per una prima valutazione clinica delle condizioni del cane, non sono tuttavia la causa di morte dell’animale.
Il pericolo primario della leishmaniosi, quello che porta infine alla morte del cane, è la glomerulonefrite: un’infiammazione cronica ai reni che, nel lungo periodo, ne compromette per sempre la capacità filtrante.
Ciò porta all’insufficienza renale cronica, che è poi la causa primaria del decesso del cane.
I cani affetti da leishmaniosi non muoiono solo per glomerulonefrite ma anche per anemia: difatti, il sito primario della replicazione della Leishmania è il midollo osseo, e l'infestazione va a colpire proprio tutti i precursori delle linee del sangue (sia globuli bianchi che rossi).

Datosi che la leishmaniosi si propaga nell’organismo del cane aggredendo i macrofagi, cioè i globuli bianchi che costantemente inglobano e distruggono cellule morte o elementi esterni dell’organismo, il paziente infettato sperimenta di solito anche un deciso calo delle difese immunitarie.
Ciò può comportare una sorta di immunodepressione cronica, con continue infezioni di altri agenti patogeni.

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Come viene diagnosticata la leishmaniosi del cane?

La diagnosi è condotta per via clinica (osservando i sintomi) ma deve essere confermata attraverso gli esami di laboratorio.
Gli esami di laboratorio si bassano sulla identificazione diretta del parassita nei tessuti: metodi molecolari (tracce del DNA) oppure metodi sierologici (IFAT, ELISA, immunomigrazione rapida).
È bene ricordare che il cane infetto può rimanere assintomatico per molto tempo, oppure può ammalarsi.
Questo vuol dire che il cane malato può apparire sano al proprietario, ma in caso di esami di laboratorio può presentare alterazioni.

Di più largo utilizzo sono i test sierologici, che con un piccolo prelievo ematico forniscono risposte affidabili.
Questi test sono l’immunofluorescenza indiretta (IFAT) e test ELISA  che forniscono risultati precisi e su cui il medico veterinario può fare affidamento per la diagnosi esatta della malattia.

Sono disponibili anche test rapidi basati sul metodo immunomigrazione rapida, spesso grandemente pubblicizzati poiché in grado di fornire un risultato entro pochi minuti e direttamente in ambulatorio.
Al momento, il loro utilizzo non è consigliato dalle linee guida per la leishmaniosi, poiché risultano ancora poco affidabili (con molti falsi negativi).

La diagnosi della leishmaniosi viene quindi lasciata alla bravura del veterinario che, oltre ad avvalersi di test affidabili, dovrà anche accertare clinicamente lo stato di salute generale del cane, non sottovalutando mai il pericolo di forma asintomatica della patologia.

Tutti i cani che vengono in contatto con la leishmania si ammalano?

Per fortuna, no: nelle aree endemiche della leishmaniosi ci sono soggetti esposti che non presentano sintomi clinici, non si evidenzia il parassita ma presentano titoli anticorpali bassi (significa che sono venuti in contatto con il parassita).

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C’è una cura specifica per la leishmaniosi del cane?

Purtroppo, la leishmaniosi è al momento difficile da trattare, e una cura completa non è ancora disponibile.
Il paziente deve prima essere inquadrato in base alla gravità del danno renale e la proteinuria che ne consegue.
Il trattamento dell’infestazione si compone essenzialmente di due parti mirate: la prima mira ad abbassare la carica del parassita, mentre la seconda mira a limitare il più possibile il danno renale e le sue conseguenze.

Il protozoo della leishmaniosi, per il suo insolito ciclo di vita e per la sua grande abilità a sfruttare i macrofagi per completare la propria maturazione, si nasconde estremamente bene alle difese immunitarie, che una volta entrato nell’organismo non è più possibile eliminarlo, neppure con i farmaci specifici.
La patogenesi della leishmaniosi sta nella esagerata risposta immunitaria dell’organismo, ma vi sono alcuni cani che riescono autonomamente ad eliminare il parassita.

Bisogna sempre tener conto che il cane non guarirà mai completamente e non si riuscirà ad eradicare totalmente l'infestazione, anche se la terapia ed i trattamenti specifici possono portare ad un’ottima qualità di vita dell’animale, che però dovrà sempre essere sottoposto a controlli periodici.
Il ricorso a differenti cicli di trattamenti deve essere adeguato al singolo paziente ed eventualmente modificato di volta in volta.

Considerato ciò, è evidente e palese che la cura migliore, come qualsiasi altro tipo di patologia infettiva, è la profilassi, la prevenzione e la vaccinazione (ove possibile).

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La profilassi e la prevenzione dalla leishmaniosi: l’arma vincente per eradicare la malattia

Appurato che il protozoo della leishmaniosi si trasmette esclusivamente tramite gli artropodi pappataci, la profilassi è conseguente, e mira all’eradicazione degli stessi, o alla modifica sistematica del loro ambiente.
Il flebotomo è un insetto che, al contrario di zecche e zanzare, ha un ciclo di vita ben definito dalla temperatura: cominciano infatti ad infestare le regioni con climi umidi (mediterranei, tropicali o subtropicali) ad inizio giugno, e perdurano fino ad settembre.

Come la zanzara, anche nei pappataci è il genere femminile che punge gli animali a sangue caldo, per assicurarsi una riserva proteica per deporre le uova.
E proprio come la zanzara, pure i pappataci non disdegnano di succhiare il sangue sia ad uomini che cani.
I pappataci sono altresì molto subdoli, molto più delle zanzare: non emettono ronzii mentre volano, e la loro dimensione davvero minuta, unita al loro colorito quasi trasparente, ne rende estremamente difficile l’osservazione.
Infatti, anche grazie alla loro saliva carica di anestetico, pungono e provvedono al loro pasto ematico senza che il cane (o l’uomo) se ne accorga.

Come le zanzare, le femmine dei pappataci vanno a caccia di sangue nelle ore serali e notturne, e hanno la caratteristica (al contrario delle zanzare, ad esempio) di poter nidificare comodamente nelle fenditure e nelle crepe dei muri, nelle cantine e persino nei cespugli dei parchi cittadini.
Basta che trovino un ambiente umido, fresco e poco esposto alla luce (che temono e non gradiscono).

Considerato ciò, è naturale pensare che, per limitare il rischio di puntura del cane, è fondamentale ridurne il tempo di esposizione all’aperto, specie nelle ore notturne.
Tuttavia, questo è spesso impraticabile: sia per abitudini dei cani, sia per esigenze di vita quotidiane dei loro padroni.
Quindi, per la protezione efficace contro i pappataci, devono essere usati specifici prodotti repellenti, spesso con azione combinata antiparassitaria e basati sull’efficacia della permetrina o suoi derivati.
Tali prodotti possono essere somministrati tramite applicazione diretta sul pelo del cane (detti in gergo tecnico spot-on).

L’efficacia dei prodotti anti pappatacio è clinicamente accertata, ormai da molti anni: prodotti di buona qualità riescono non solo a repellere l’insetto, impedendogli di compiere il pasto di sangue, ma anche ad ucciderlo, proprio quando questi tenta di approcciare il cane.
Solitamente, i prodotti a base di permetrina e piretroidi (derivati sintetici non sensibili alla luce) hanno una durata che va dalle 3 alle 4 settimane.
Quindi, il padrone deve provvedere alla somministrazione dell’antiparassitario periodicamente, almeno una volta al mese, per tutta la durata della stagione calda e fino all’autunno inoltrato.

Esistono poi anche specifici collari antiparassitari spesso con azione estesa anche ad altri insetti (come ad esempio, pulci e zecche) che offrono una protezione più duratura, anche fino a otto mesi/un anno.

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La vaccinazione contro la leishmaniosi

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Il Leishmania infantum, il parassita agente eziologico della leishmaniosi, visto al microscopio

Negli ultimi anni, complice anche il fatto che la leishmaniosi è una zoonosi che affligge anche l’uomo, la ricerca medica ha prodotto di recente anche differenti vaccinazioni contro il parassita Laishmania infantum.
Tra i vaccini disponibili, particolarmente efficace e sicuro è il vaccino Letifend: un vaccino ricombinante che ha il grande vantaggio di poter essere eseguito annualmente, quindi con un vantaggio sia economico e sia logistico non indifferente.
Basta infatti una singola dose di richiamo annuale per assicurare al cane la protezione contro lo sviluppo della forma clinica della malattia
Il vaccino Letifend, in combinazione con gli antiparassitari specifici, garantisce una profilassi decisamente completa contro la leishmaniosi.

Il vaccino Lefifend è somministrabile a tutti i cani con età superiore ai sei mesi che ancora non hanno contratto il parassita.
È quindi fondamentale, prima di ogni vaccinazione, provvedere all’esame clinico e sierologico del cane, per assicurarsi della sua negatività alla leishmaniosi.

Sospetti che il tuo cane sia affetto da leishmaniosi oppure vuoi vaccinarlo contro la stessa? Chiamami, sono qui per aiutare il tuo migliore amico

Sono un Medico Veterinario a domicilio, ed opero nelle aree di Desenzano del Garda, Brescia e Verona.
Puoi rivolgerti a me per una visita completa del tuo cane, per il test sulla leishmaniosi, per la prescrizione degli antiparassitari contro il pappatacio e per la somministrazione annuale del vaccino anti-leishmaniosi.
Anche se il tuo cane non è particolarmente socievole, oppure subisce sempre forti traumi quando lo devi portare dal veterinario, puoi chiamarmi con tranquillità: la mia empatia, la mia esperienza e il mio comodo servizio a domicilio metteranno in comodità e in tranquillità il tuo cane, che potrà quindi essere visitato e trattato al meglio, senza shock o non necessari sovra-eccitamenti.

Ricorda che il periodo in cui il tuo cane è esposto ai pericoli del morso del pappatacio e della leishmaniosi va da giugno fino ad settembre.

Non ridurti quindi all’ultimo momento: esegui una visita ed eventualmente il vaccino contro la leishmaniosi prima dell’inizio della stagione calda.
Chiamami al 388.98.17.003 per prenotare ora il tuo vaccino contro la leishmaniosi direttamente a domicilio.

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Ascolta i miei consigli, proteggi il tuo cane dalla leishmaniosi

Senti qui qualcosa di utile a proposito della leishmaniosi, e ricordati sempre di vaccinare il tuo cane con richiami annuali, da somministrarsi prima della stagione calda.
Prima cioè i pappataci, portatori del parassita della leishmaniosi, comincino ad infestare le nostre latitudini!
Il vaccino annuale contro la leishmaniosi è sicuro, è pratico (basta una sola dose ogni anno), è economico e protegge per tutta la stagione il tuo migliore amico.
Ricorda inontre che la leishmaniosi è una zoonosi, ovverosia una malattia trasmissibile dagli animani all'uomo: è quindi di fondamentale importanza la profilassi tramite il vaccino, sia per il tuo cane che per te stesso.

Informazioni che non sapevi!

L'articolo che stai leggendo tratta di materie mediche e sanitarie.
Le informazioni in esso contenute sono state scritte da medici veterinari professionisti, ma non possono e non devono in alcun modo sostituire una visita medica specialistica.
Se ritieni che il tuo animale sperimenti la sintomatologia della patologia descritta in quest'articolo, non iniziare autonomamente terapie, ma parlane subito con il tuo medico veterinario di fiducia.
Non impressionarti, non spaventarti ma altresì non sottovalutare nessun sintomo: rivolgiti sempre ad un medico veterinario.

Veterinario a domicilio a Bresca, Verona, Desenzano del Garda
Sono la Dottoressa Tina Tomazic, e sono un Medico Veterinario a domicilio, che si occupa della cura e del benessere dei cani e dei gatti nella provincia di Brescia, Desenzano del Garda e Verona.
Mi sono laureata nel 2014 all'Università di Bologna, e ho svolto l'internato presso il Dipartimento clinico veterinario con approfondimenti in ortopedia, chirurgia e medicina di laboratorio.
Attualmente lavoro presso la clinica veterinaria di San Rocco a Bedizzole (BS) e la clinica veterinaria Benaco Blu a Castiglione delle Stiviere (MN).
Ho appositamente pensato il servizio a domicilio rapido 24h24 per curare e trattare tempestivamente i piccoli animali da compagnia come cani e gatti, residenti a Brescia, Desenzano del Garda, Verona e comuni limitrofi.
Sono iscritta all'Ordine dei Medici Veterinari di Brescia, e il mio ambito principale d'interesse è l'ecografia e la cardiologia veterinaria.
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